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Cesena-Juve NG: «il calcio moderno era già triste così…»

 

FONTE:Sport people

 

Arrivato a Cesena dopo l’ormai classica guerra abbondantemente persa con Trenitalia trovo una fredda, seppur bella, giornata ad accogliermi. La Curva Mare si riempie velocemente e il primo coro che sento è inequivocabilmente contro il calcio moderno e le squadre B.

La partita comincia salutata e accompagnata dalla sempre ottima presenza cesenate, nonostante un settore ospiti praticamente vuoto, se si eccettua la presenza isolata di qualche persona che appende persino qualche striscione di club, ma tutto davvero troppo triste e poco stimolante dal punto di vista della sfida sugli spalti.

Inevitabilmente la presenza di una di queste Squadre B apre a più di una riflessione, già partendo dal fatto che possono essere promosse, con il limite massimo della categoria in cui milita la squadra A a cui non possono avere accesso per ovvio conflitto d’interesse, ma non possono retrocedere. Ammesso e non concesso che alla politica calcistica interessi davvero qualcosa, oltre alla vuota retorica, del conflitto d’interessi: saltando a piedi pari tutti i discorsi su multiproprietà e altre scempiaggini del nostro pallone, emblematico è appunto il regolamento che regola l’eventuale retrocessione di uno di questi club. Di fatto vige per loro il divieto di iscriversi alla Serie D, almeno quello, però in caso di retrocessione possono fare domanda di ripescaggio per la quale però devono andare in subordine ad eventuali altre compagini B entranti ma con precedenza rispetto ad altri club di C retrocessi o di D vincenti dei playoff. A parte la mortificante scelta nei confronti di tante piazze storiche che non riescono a riemergere dalle sabbie mobili della massima serie dilettantistica, sarebbe bello vedere una retrocessione senza sbocchi di ripescaggio solo per fargli rimangiare la parola e assistere al classico allargamento dell’organico come già visto in altre circostanze. È davvero tutto troppo triste, come ha sottolineato benissimo lo striscione cesenate.

Al netto della scusa di far giocare i giovani con la quale i vertici calcistici ignorano i sacrifici e la passione dei tifosi, la partita in campo vede quest’oggi un Cesena più soporifero del solito, ma comunque le sporadiche occasioni riescono a trovare la via del gol a una ventina di minuti dal novantesimo dagli sviluppi di una palla inattiva. Fra uno dei vivai più floridi del nostro calcio e un allevamento di calciatori in vitro, la Dea Eupalla decide di premiare i primi che segnano proprio con uno dei prodotti delle proprie giovanili, senza bisogno di squadre B o di altri balzani centri di interesse travestiti da beneficio collettivo.

Quando la partita finisce non può mancare il solito e caloroso abbraccio finale della Curva Mare alla squadra, saltando e festeggiando tutti insieme una vittoria pesante in termini di classifica.

 

Alessandro Barbini