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Salvini allarga l’uso del Daspo urbano

 

FONTE: il Dubbio

 

Il Daspo urbano si estende ancora di più. Il decreto sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che sarà portato questa settimana al Consiglio dei ministri, a sorpresa non parla di immigrazione, ma affronta il terrorismo e la mafia attraverso provvedimenti mirati al contrasto delle infiltrazioni criminali negli appalti pubblici.

Il nuovo decreto sicurezza Salvini, rispetto al precedente Minniti, allarga le maglie per l’applicazione del Daspo urbano: prevede infatti che l’allontanamento possa essere disposto anche quando le azioni sono commesse in aree urbane su cui si trovano presidi sanitari o su cui si svolgono fiere, mercati e pubblici spettacoli; previsioni queste del tutto nuove rispetto al 2017.

Un esempio pratico l’abbiamo avuto a Roma. Il Questore della Capitale ha emesso i primi divieti di accesso alla stazione Termini nei confronti di tre persone sorprese a infastidire turisti e pendolari nei pressi delle biglietterie automatiche. Si tratta di un romeno di 28 anni, un 52enne italiano e un polacco di 39. I tre non potranno più accedere all’area dello scalo ferroviario rispettivamente per 6 mesi, 1 anno e 2 anni.

I carabinieri del Nucleo Scalo Termini avevano già documentato nel tempo le reiterate violazioni degli ordini di allontanamento intimate ai tre, ma solo ora, nell’ambito di un’operazione più ampia, è stato emesso il provvedimento «antidegrado che impedisce loro di avvicinarsi nei pressi di piazza dei Cinquecento».

Il Daspo è un termine mutuato dalla giustizia sportiva: letteralmente indica un divieto di accedere alle manifestazioni sportive ma è usato per definire genericamente un provvedimento di allontanamento da un luogo pubblico per un determinato periodo di tempo. È stato introdotto nel marzo 2017 attraverso un decreto legge che puntava a migliorare la sicurezza urbana. Il Daspo urbano non colpisce solo i molestatori o chi si trova in stato di ubriachezza, ma anche chi esercita l’attività di parcheggiatore abusivo o compie atti contrari alla pubblica decenza. Un esempio eclatante è accaduto l’anno scorso a Napoli. Due trans erano state fermate a pochi passi stazione di Piazza Garibaldi e accusate di adescamento, nonostante, a loro dire, fossero in un bar a chiacchierare. Le due sono state colpite da Daspo urbano, con il divieto di avvicinarsi alla zona per 48 ore con una multa accessoria di 100 euro. Per ora, le categorie colpite dal Daspo urbano sono senzatetto, disagiati psichici, trans, persone tossicodipendenti.

Diverse associazioni che si occupano dei diritti umani hanno criticato il Daspo urbano perché i sindaci, applicando quella norma, dichiarerebbero una guerra aperta ai poveri e ai disagiati, anziché alla povertà e il disagio.

 

Damiano Aliprandi