NON C'E' FEDE SENZA LOTTA

26 MARZO 2000

LA GENESI DELLA REPRESSIONE

NOI DA NOVE ANNI CONOSCIAMO LA VERITA'!

laboratoridirepressione

SPEZIALELIBERO

DAVIDE LIBERO











Bologna (Stazione Centrale), 2 ottobre 2025

 

FONTE:osservatorio repressione

 

La sera del 2 ottobre, durante la manifestazione contro il genocidio in Palestina Lince si trova in viale Masini. Lì viene colpita in pieno volto da un lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo . L’impatto la fa cadere a terra e le provoca delle lesioni gravissime all’occhio.

Lince aiutata da un’amica prova a rialzarsi e chiede l’intervento di un medico. In quel frangente vengono raggiunte alle spalle da tre/quattro agenti delle forze dell’ordine, che invece di prestare soccorso come stavano chiedendo, infieriscono colpendole con molteplici manganellate su dorso, testa e schiena . Lince e la sua amica rimangono lì, a terra, circondate da uno scenario dominato da un uso indiscriminato e sproporzionato di lacrimogeni contro la folla. L’unico soccorso che riceveranno sarà da altre persone presenti in un contesto reso estremamente pericoloso da un intervento repressivo che non tiene conto dell’incolumità di nessuno.

Lince non potrà mai più vedere da un occhio.

Questo non è un incidente, è il risultato diretto di scelte politiche e operative che trasformano lo spazio pubblico in un luogo di rischio per chi dissente. Quando strumenti ad alto potenziale lesivo vengono utilizzati contro civili, la linea tra “ordine pubblico” e violenza istituzionale svanisce.

Tuttavia, episodi come questo non devono generare paura né scoraggiare la presenza nelle piazze. La repressione vuole produrre silenzio , isolamento e rinuncia: ciò che invece emerge dalle strade di questa città è l’opposto. La volontà collettiva di continuare a manifestare, di occupare lo spazio pubblico e di prendere parola non può essere messa a tacere dalla violenza. La legittimità del dissenso non è negoziabile, e non sarà la brutalità a farci arretrare.

Per questo chiediamo:
● piena trasparenza e responsabilizzazione delle forze dell’ordine coinvolte
● la cessazione dell’uso di strumenti potenzialmente mutilanti contro manifestanti e passanti
● la fine della criminalizzazione del dissenso e della normalizzazione della violenza
● l’introduzione immediata di codici identificativi ben visibili per tutti gli agenti impiegati nel mantenimento dell’ordine pubblico, perché ogni intervento sia tracciabile e ogni abuso perseguibile.

Lince sta affrontando e dovrà affrontare ingenti spese sanitarie e legali, avendo deciso di denunciare per richiedere l’accertamento delle responsabilità dirette e di chi gestiva la piazza, oltre al risarcimento dei danni da parte dello Stato.

Per questo ribadiamo la nostra completa solidarietà e vicinanza a Lince e a chi, ogni giorno, sceglie di essere presente nelle lotte. Scendere in piazza è un diritto, non una concessione . Continueremo a farlo insieme, senza paura, finché giustizia e libertà non saranno realmente garantite a tuttə.

Link al crowdfunding per sostenere le spese legali e sanitarie (per ora attivo solo paypal ma prossimi giorni si attiva anche altro metodo di pagamento) https://sostieni.link/39590